p 103 .

Paragrafo 9 . Perch esiste il mondo sensibile.

Platone  nel  corso  della  sua  lunga  riflessione  filosofica  ha
compiuto  uno  sforzo enorme per conciliare l'esistenza  del  Mondo
delle  Idee  (la  perfezione  dell'Essere)  con  quella  del  mondo
sensibile (ombra e labile riflesso del mondo vero).

p 104 .

Ha  perpetrato  il  delitto di "parricidio"  contro  Parmenide  per
salvare  il divenire dal regno del Non-essere, dal Nulla. Si  trova
quindi  costretto  a  spiegare  come  e  perch  dal  mondo   vero,
dall'Essere  perfetto  ed  eterno, sia  stato  originato  un  mondo
imperfetto, il regno delle ombre.
     Il  Mondo  delle Idee non  tutto l'Essere. Nel Timeo  Platone
descrive una sorta di tripartizione dell'Essere: accanto alle  Idee
esistono un "sostrato", una "materia", su cui  modellato il  mondo
sensibile,  e  un  "Divino Artefice" (Demiurgo)  che  ha  modellato
questo mondo prendendo a modello il Mondo delle Idee.
     
Il mito del Demiurgo.
     
Il  Demiurgo  un essere divino sommamente buono (da non confondere
per  n  con  gli  di n con le Idee), il quale,  proprio  perch
buono,  trovandosi  davanti  la "materia"  informe,  il  Chos,  la
modell  e la ordin, trasformandola in Ksmos. In questa opera  il
Demiurgo prese come modello il Mondo delle Idee. Una volta ordinato
l'universo  (Ksmos), vi pose una mente, condizione  indispensabile
per l'esistenza dell'ordine; ma siccome la mente, la razionalit  -
come  abbiamo  visto -  un aspetto dell'anima, il Demiurgo  infuse
un'anima nel cosmo, rendendolo cos un organismo vivente.
     L'universo  quindi   un unico organismo  vivente,  di  cui  i
singoli   enti   sono  le  parti  mutevoli:  tutto  quanto   esiste
nell'universo,  gli  animali, le piante, gli  uomini,  gli  oggetti
artificiali, il cielo, le stelle e gli di,  opera del Demiurgo, 
stato creato; solo il Demiurgo  non creato, eterno, come le Idee e
la "materia".
     
La "madre".

"Dunque  per  ora  occorre  concepire  tre  generi,  quello  che  
generato,  quello  in cui  generato, e quello  a  cui  somiglianza
nasce  quello che  generato. E cos conviene paragonare alla madre
quello che riceve [...]"(49).
     La  creazione dell'universo, generato dal Demiurgo, presuppone
una "madre". Questa madre  la materia, la natura, ma non  nessuno
degli  elementi  naturali: "La madre  il  ricettacolo  delle  cose
generate visibili e pienamente sensibili, non dobbiamo chiamarla n
terra,  n aria, n fuoco, n acqua, n alcuna delle cose che  sono
nate  da  queste o da cui queste sono nate; ma dicendo  che    una
specie  invisibile e informe e ricettrice di tutto, e partecipe  in
qualche  modo  oscuro  dell'intelligibile, e  incomprensibile,  non
c'inganneremo"(50).
     La  formulazione che Platone usa per definire la materia, come
si  vede,    tutt'altro che chiara; egli usa una  molteplicit  di
espressioni:  madre,  nutrice, ricettacolo  di  tutto  ci  che  si
genera,  spazio, ci in cui  generato, natura che riceve  tutti  i
corpi, materia formativa di tutto. Su queste formule la critica  ha
discusso  a lungo.(51) Una cosa comunque appare chiara: l'esistenza
e l'eternit di
     
     p 105 .
     
     questa  materia-madre, pronta a essere plasmata  conformemente
al modello del mondo intelligibile.
     Quindi  il  mondo  sensibile esiste per  il  concorso  di  due
fattori: la tripartizione dell'Essere eterno (Idee, Demiurgo, madre-
materia) da un lato e, dall'altro, la bont del Demiurgo, il  quale
modella il mondo contemplando il Bene delle Idee perch ci  che  
buono tende a produrre sempre qualcosa di buono, che gli assomigli.
L'universo  creato dal Demiurgo (che Platone chiama  anche  Dio)  
unico  e  perfetto:  "Fece un unico Tutto  di  tutte  le  totalit,
perfetto  e immune da vecchiezza e da morbo. E gli diede una  forma
conveniente"(52).  Il  migliore dei mondi possibili,  come  avrebbe
detto Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) molti secoli dopo.

